Un progetto di formazione e produzione del Teatro Stabile della Sardegna
Due giornate di teatro, musica, poesia e riflessione
con il patrocinio del Comune di Cagliari
e la collaborazione della Regione Sardegna - Assessorato Turismo, Artigianato e Commercio
Affrontando il tema dei ritorni, le odissee antiche e moderne, dall'avventura mitica coi suoi ricorrenti motivi - naufragi, perdite, ritrovamenti - alla peripezia del viaggio, che fino ai nostri giorni ha caratterizzato ogni "ritorno a casa", si è aperto nel 2010 il nuovo corso del Teatro Stabile della Sardegna. Attraverso la selezione di un nutrito gruppo di giovani attori che per tre mesi si sono affiancati agli attori dello Stabile, è iniziato il cammino che ha portato a un'attenta riflessione sul teatro e sui suoi strumenti espressivi - dal racconto, alla poesia, alla musica, al linguaggio del corpo - grazie all'incontro con docenti di formazione e generazioni diverse. Nelle sale del Massimo di Cagliari si sono infatti alternati maestri come Franco Graziosi - attore tra i più rappresentativi della scena italiana, protagonista dei grandi spettacoli di Giorgio Strehler, Kevin Crawford - uno dei maggiori specialisti di tecnica vocale, il direttore artistico dello Stabile della Sardegna Guido De Monticelli - attore, regista e drammaturgo -, la giovane regista Veronica Cruciani con la sua originale ricerca del rapporto fra memoria e messinscena, il drammaturgo-sociologo Mimmo Sorrentino, l'attrice e cantante Anna Zapparoli, il compositore Mario Borciani.
(Remo Bodei)
I laboratori hanno visto una serie di momenti di confronto pubblico con lezioni aperte accolte dal pubblico con notevole entusiasmo e si sono conclusi con i tre spettacoli-studio presentati al pubblico domenica 13 e martedì 15 giugno al Teatro Massimo di Cagliari. Le due giornate di teatro, musica, poesia e riflessione sono realizzate con il Patrocinio del Comune di Cagliari e la collaborazione della Regione Sardegna - Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio e del Teatro Lirico di Cagliari e vedono un altro atteso ritorno: quello di un grande intellettuale sardo, il filosofo Remo Bodei che, dall'Università di Los Angeles dove insegna, è tornato a Cagliari, sua città natale, per una conversazione pubblica sul tema Nostalgia: separazioni e ritorni. Accoglienza coronata dall'assegnazione del Premio del Ritorno assegnato dal sindaco Emilio Floris. Ora i tre studi si apprestano a diventare altrettanti spettacoli nella stagione 2010-2011: Storie a mare! - Verso l'America (di Guido De Monticelli), Mille anni di poesia (a cura di Franco Graziosi) e Su ballu 'e is animas (di Veronica Cruciani) affiancheranno la già annunciata produzione di Nozze di Sangue di Federico Garcia Lorca.
Chiunque sia entrato al Teatro Massimo in questi ultimi mesi e ne abbia percorso i lunghi corridoi per raggiungere gli uffici, o si sia recato nel foyer o alla biglietteria, è stato accolto da un allegro vociare, o da un ritmico scandire d'esercizi, o da uno suonar di strumenti e di voci provenienti dalle varie sale di questo grande edificio. Il Teatro Massimo, in questi mesi, è stato abitato intensamente da quindici giovani attori che, insieme a 9 del Teatro Stabile, sono stati i partecipanti e i protagonisti di un lungo ciclo di laboratori.
Di tanto in tanto questi laboratori si aprivano al pubblico: gli insegnanti continuavano a far lezione davanti a chiunque fosse interessato a gettare uno sguardo sul quel lavoro artigianale. Ritrovare lo spirito e il senso di una bottega sempre aperta, di un teatro che viva in ogni suo angolo e in ogni parte della giornata, in cui tu possa trovare, di mattina o di pomeriggio, - in visita, magari, per Monumentii aperti - una lezione in corso o le prove di uno spettacolo, e, di sera, uno spettacolo di prosa o un concerto di jazz: ecco ciò che ispira i nostri sforzi e i nostri più intimi desideri. La "formazione permanente", che è anche un interrogarsi sulle ragioni del fare teatro oggi, approfondendone e innovandone i linguaggi e aprendosi alle forze nuove della scena, si intreccia a doppio filo con la creazione delle nuove produzioni e con la stagione di ospitalità, particolarmente corposa e impegnativa, di cui diamo oggi alcune anticipazioni.
Le linee che informano l'attività del Teatro Stabile della Sardegna possono essere riassunte in una volontà di coniugare la vitalità espressiva con cui si affronteranno i temi legati al cuore del nostro mondo contemporaneo, con i fili più alti di una tradizione che da sempre è in grado di nutrire, attraverso gli strumenti di una sapienza antica, il lavoro degli uomini di teatro che parlano del loro presente. Ritrovare, in teatro, emozione e divertimento, capacità di penetrazione della realtà e insieme forza visionaria; e, insomma, riattingere a quella fonte prima del teatro che è la metafora, lo scatto fantastico e popolare con cui il teatro, nella sua forma più genuina, ha saputo parlare ai suoi contemporanei.
Guido De Monticelli
(Direttore artistico)
