Prato 26 marzo 2011

 

 

COMPAGNIA STABILE E AFFINITÀ ELETTIVE
UNA SFIDA ALLA CRISI

Una giornata di lavoro a Prato il 26 marzo, presso il Ridotto del Teatro Metastasio

Il Teatro Metastasio di Prato-Stabile della Toscana e il Teatro Stabile della Sardegna avvieranno, nella stagione 2011-2012, un progetto di collaborazione artistica e organizzativa che porterà all'incontro e all'integrazione delle rispettive compagnie, allo sviluppo di un programma di laboratori comuni, allo studio e all'individuazione di nuovi processi organizzativi e produttivi, e darà luogo, infine, alla progettazione e all'allestimento di due diversi spettacoli teatrali (il primo, con debutto in novembre, sarà Il giardino dei Ciliegi di Cechov, il secondo, in scena da marzo 2012, I fratelli Karamazov da Dostoevskij).
Questo progetto si fonda su alcune importanti affinità che i loro attuali direttori, Paolo Magelli e Massimo Luconi per il Teatro Metastasio, e Guido De Monticelli per il Teatro di Sardegna, hanno riscontrato tra i progetti artistici e le finalità culturali dei due teatri.
Prima fra tutte la volontà di fondare la propria attività sulla costruzione e la valorizzazione della compagnia stabile.
Che il lavoro di ensemble, e quindi la costituzione di un gruppo di attori riuniti intorno a un progetto o a un programma di lunga durata, costituisca il principale strumento del lavoro teatrale è convinzione diffusa se non comune, ma la pratica del teatro italiano dal dopoguerra ad oggi (certo non la tradizione del nostro teatro) non ne ha favorito l'affermazione. Il mantenimento di una "compagnia stabile" è sembrato per decenni un modo di produzione impraticabile, soprattutto per i costi e le dinamiche del mercato legati al nostro particolarissimo sistema di "teatro di giro" con poca vocazione alla stanzialità. Certo, alcune realtà indipendenti hanno portato e portano avanti il "gruppo" quasi come una bandiera, con perseveranza e fra mille difficoltà, e alcuni teatri stabili hanno perseguito questo obiettivo con convinzione, ma pochi -per un intreccio di motivi legati alle particolarità del nostro sistema- sono quelli che sono riusciti a realizzarla al di là di esperienze episodiche.
Anche per questo i due teatri lanciano un primo appuntamento a Prato: un momento di riflessione e di confronto con i direttori artistici e organizzativi di stabili e gruppi, registi, critici, organizzatori, amministratori, sulle problematiche artistico-pedagogiche e organizzativo-amministrative che questa scelta pone.
La necessità di favorire la formazione di un nucleo permanente di attori come cuore del lavoro teatrale, strumento imprescindibile di qualità e di crescita, è importante anche per il significato occupazionale che riveste, come tassello fondamentale di una "riforma" globale del teatro italiano, resa ancora più necessaria dai tempi di crisi. Si rivalutano quindi anche i potenziali vantaggi organizzativi e economici che può, o potrebbe comportare: il contenimento dei costi delle retribuzioni a fronte di un impegno più lungo nel tempo per gli attori, la razionalizzazione dei tempi e modi di lavoro (nel rapporto prove/recite), la possibilità di praticare politiche di repertorio.
Questi aspetti, fortemente integrati, saranno affrontati in una giornata di incontro e di studio

Coordinamento: Mimma Gallina
Organizzazione: Teresa Bettarini/Teatro Metastasio

L'iniziativa è aperta.
Si prega di confermare la propria partecipazione

 


COMPAGNIA STABILE E AFFINITÀ ELETTIVE
UNA SFIDA ALLA CRISI

Programma della giornata

10-11 saluti e interventi introduttivi
11- 13,30 interventi
(13,30 -15: pausa pranzo/buffet)
15-17 interventi
17-19 dibattito e conclusioni
Gli interventi intrecciano e si articolano su due temi:
- la sfida della stabilità: continuità, pedagogia, qualità
- economia della stabilità: lavoro, organizzazione, repertorio

Hanno confermato la loro presenza, ad oggi, 16 marzo, con i presidenti e i direttori dei teatri promotori (Umberto Cecchi, Mariagrazia Sughi, Guido De Monticelli, Paolo Magelli, e Massimo Luconi): Arca Azzurra con Ugo Chiti, Marcello Bartoli, Alessio Bergamo, Massimo Castri, Giancarlo Cauteruccio, Veronica Cruciani, Angelo Curti, Mimma Gallina, Alessandro Garzella, Fiorenzo Grassi, Roberto Latini, Cesare Lievi, Michele Mele, Marcella Nonni, Massimo Paganelli, Angelo Pastore, Andrea Porcheddu (che introdurrà lavori), Cristina Pezzoli, Armando Punzo, Carmelo Rifici, Maurizio Schmidt, Franco Ungano, Pietro Valenti.

Venerdì 25, sabato 26 sera o domenica 27 pomeriggio, i partecipanti potranno assistere agli spettacoli del Teatro Metastasio e del Teatro Stabile della Sardegna in programma:

Venerdì e sabato ore 21, domenica ore 16 - Teatro Metastasio
SANGUE DAL CIELO
tratto dal romanzo di Marcello Fois, regia di Guido De Monticelli. Una produzione del Teatro Stabile della Sardegna con Maria Grazia Bodio, Lia Careddu, Corrado Giannetti, Paolo Meloni, Isella Orchis, Cesare Saliu, Marco Spiga, Maria Grazia Sughi, Luigi Tontoranelli.

Sangue dal Cielo (quasi un musical) è un noir, la storia di un misterioso caso giudiziario che ha come scenario la Nuoro di fine ‘800. Al centro di quel caso, la figura del popolare avvocato e poeta barbaricino Sebastiano Satta, vissuto appunto a cavallo del secolo, il quale ripercorre la vicenda del suo assistito, un ragazzo con tratti di fragilità psico-fisica, accusato di aver commesso un omicidio. Ma Sangue dal Cielo è anche un sogno, una lunga notte di sonno agitato, popolata di suoni e visioni, e battuta da una pioggia scrosciante, continua, che rimbalza sull'acciottolato, sui vetri, sulle tegole, penetra fin nella stanza dell'avvocato-poeta, portando all'inquieto sognatore le immagini e le presenze del suo passato di ragazzo.
Lo spettacolo è interpretato dalla compagnia stabile "storica" del Teatro di Sardegna al completo.

Venerdì e sabato ore 21, domenica ore 16 - Teatro Fabbricone
Trilogia di Belgrado Parte I. GIOCHI DI FAMIGLIA
di Biljana Srbljanovic, drammaturgia Zeljka Udovicic. Una produzione del Teatro Metastasio/Stabile della Toscana con Valentina Banci, Francesco Borchi, Elisa Langoni, Mauro Malinverno, Fabio Mascagni.

La voglia di scappare e di allontanarsi dai luoghi in cui si è nati e cresciuti, per sfuggire ad un'identità che non si è scelta e con la quale si è comunque costretti a confrontarsi. Questo è uno dei temi preferiti della giovane scrittrice serba Bilijana Srbljanovic.
Giochi di famiglia è un testo scritto dodici anni fa ed ha luogo nella periferia degradata di una qualsiasi città europea e racconta di quattro (cinque) bambini soli che giocano a fare gli adulti ed è proprio aderendo alla cattiveria del mondo che ci circonda che questi cinque bambini ci offriranno la possibilità di guardarci dentro l'anima oltreché d'incontrarci con la brutalità che ognuno di noi nasconde dentro di sé.
Lo spettacolo è interpretato dalla nuova compagnia stabile del Teatro Metastasio.

Per confermare la partecipazione alla giornata di lavoro e agli spettacoli:
Segreteria Teatro Metastasio 0574/608507
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