COMPAGNIA STABILE E AFFINITÀ ELETTIVE

UNA SFIDA ALLA CRISI

Ne hanno discusso a Prato il 26/3 registi, operatori, critici su invito del Teatro Metastasio e dello Stabile della Sardegna.

 

 

 

In più di 100 fra registi, organizzatori operatori, personalità del teatro e giovanissimi, hanno risposto all'invito del Teatro Metastasio di Prato- Stabile della Toscana e del Teatro Stabile della Sardegna a discutere sul tema della "stabilità" delle compagnie teatrali, esperienze, ipotesi, metodi e economia di lavoro di ensemble: un tema cruciale per meditare sullo stato del teatro in questa fase di difficoltà economica e politico-organizzativa.
Ha introdotto i lavoro il critico Andrea Porcheddu e erano presenti fra gli altri, con i presidenti e i direttori dei teatri promotori (Umberto Cecchi, Paolo Magelli, e Massimo Luconi per il Metastasio, Maria Grazia Sughi e Guido De Monticelli per il Teatro Stabile della Sardegna): Marcello Batoli, Alessio Bergamo, Massimo Castri, Giancarlo Cauteruccio, Maria Grazia Cipriani, Veronica Cruciani, Angelo Curti, Mimma Gallina (che ha coordinato l'iniziativa), Alessandro Garzella, Cesare Lievi, Michele Mele, Marcella Nonni, Angelo Pastore, Cristina Pezzoli, Armando Punzo, Carmelo Rifici, Maurizio Schmidt, Luisa Schiratti, Franco Ungano, Massimo Verdastro, Pamela Villoresi.

Il lavoro dei nuclei artistici è stato analizzato attraverso pratiche spesso molto diverse fra loro, ma da tutti considerato condizione imprescindibile di qualità nel risultato scenico e nel rapporto col pubblico; ma lavorare con continuità e assieme apertura, perseguendo la formazione continua all'interno e ricercando incontri e confronti può produrre anche profondi cambiamenti nelle economie delle compagnie e dei teatri, migliorando il lavoro e assieme razionalizzandone i costi.

E'convinzione diffusa se non comune che il lavoro di ensemble, e quindi la costituzione di un gruppo di attori riuniti intorno a un progetto o a un programma di lunga durata, costituisca il principale strumento del lavoro teatrale, ma la pratica del teatro italiano dal dopoguerra ad oggi non ne ha favorito l'affermazione, e sono molto poche le organizzazioni che sono andate al di là di esperienze episodiche.

La valorizzazione concreta della "stabilità" (anche attraverso precisi incentivi previdenziali, contrattuali, contributivi che favoriscano la continuità del lavoro e la formazione permanente), è stata quindi valutata nella giornata di discussione come un punto fondamentale di una generale riforma del teatro, più che mai necessaria, anche dopo la momentanea e apparente boccata di ossigeno derivata dal Fondo Unico dello Spettacolo (ripristinato al livello del 2010, ma calato di 20 punti percentuali nei due anni precedenti). Una riforma che deve ricostruire un'alleanza fra lo Stato, gli operatori e i cittadini, siano essi spettatori attivi o potenziali, e fondarsi su una profonda discussione sul significato del teatro nella nostra società, come valore e come servizio.

Il Teatro Metastasio di Prato-Stabile della Toscana e il Teatro Stabile della Sardegna hanno promosso la discussione in collegamento con un progetto di collaborazione artistica e organizzativa che porterà all'incontro e all'integrazione delle rispettive compagnie, allo sviluppo di un programma di laboratori comuni, allo studio e all'individuazione di nuovi processi organizzativi e produttivi, e darà luogo alla progettazione e all'allestimento di due diversi spettacoli nella stagione 2011/2012, un progetto basato su alcune importanti affinità che i loro direttori, Paolo Magelli e Massimo Luconi per il Teatro Metastasio, e Guido De Monticelli per il Teatro di Sardegna, hanno riscontrato tra i progetti artistici e le finalità culturali dei due teatri. Prima fra tutte proprio la volontà di fondare la propria attività sulla costruzione e la valorizzazione della compagnia stabile.

La collaborazione è iniziata nei giorni scorsi, e ha visto fra l'altro la rappresentazione presso il Metastasio di Prato il 25/26 e 27 dello spettacolo del Teatro Stabile della Sardegna SANGUE DAL CIELO tratto dal romanzo di Marcello Fois con la regia di Guido De Monticelli, con Maria Grazia Bodio, Lia Careddu, Corrado Giannetti, Paolo Meloni, Isella Orchis, Cesare Saliu, Marco Spiga, Maria Grazia Sughi, Luigi Tontoranelli.
Il 15/16 e 17 aprile arriverà invece a Cagliari Trilogia di Belgrado Parte I. GIOCHI DI FAMIGLIA di Biljana Srbljanovic. Una produzione del Teatro Metastasio/Stabile della Toscana con la regbia di Paolo Magelli e con Valentina Banci, Francesco Borchi, Elisa Langoni, Mauro Malinverno, Fabio Mascagni.

Leggi la relazione di Andrea Porcheddu