Lupi e pecore

 

di Aleksandr Ostrovskij
traduzione di Roberta Arcelloni

regia Guido De Monticelli

scene Arianna Caredda
costumi Zaira De Vincentiis
regista assistente Rosalba Ziccheddu

con Corrado Giannetti, Paolo Meloni, Marco Spiga, Maria Grazia Sughi, Luigi Tontoranelli, Valeria Cocco, Mariagrazia Pompei


Teatro Stabile della Sardegna

Minimax
18-25 ottobre 2011

18-19-21-22 ore 21
20 ore 17
23 ore 19
24 e 25 ore 10 (scuole)



(foto Daniela Zedda)


- Scusi la domanda indiscreta.
Avete mai saputo la differenza fra un'azione buona e una cattiva?
E lui aveva risposto:
- Questa è filosofia: noi che ne sappiamo?
Lupi e pecore, atto III


Lupi e pecore, tra i capolavori di Aleksandr Ostrovskij - padre, insieme a Gogol' della grande drammaturgia russa - è una commedia nerissima e divertentissima. Ambientata, come nella tradizione dei gogoliani Revisore e Anime morte, in un villaggio di provincia, trae la sua vicenda da una cronaca giudiziaria del 1874. Allora la badessa del monastero di Serpuchov e presidente della comunità delle Sorelle della Misericordia venne citata dal tribunale di Mosca con l'accusa di falso ed estorsione. Operando un'infida circonvenzione ai danni di poveri sprovveduti, aveva ottenuto la firma di cambiali in bianco, in cambio di mendaci promesse garantite dal suo alto rango sociale. La badessa si era giustificata dichiarando che ciò che aveva commesso non era per utile personale, ma per sussidiare le istituzioni benefiche alle quali si era dedicata con imperiosa passione, smarrendo ogni cognizione di lecito e illecito.
A una tale vicenda si ispira Ostrovskij, immergendola però in una girandola di piccole e grandi malversazioni in cui tutti i personaggi sono implicati, gli uni ai danni degli altri. Tutti o lupi o pecore, e tutti vivono per mangiare o essere mangiati. E i lupi e le pecore si inseguono scambiandosi vicendevolmente i ruoli. E, sembra dirci Ostrovskij, non vi sarebbero i lupi se non prosperassero le pecore. Solo l'arrivo nel villaggio del più evoluto dei personaggi, in viaggio da Pietroburgo, del più "per bene", intraprendente e affascinante uomo d'affari, mette fine a questa infinita spirale. Con un insieme di accorte e rapide mosse che contemplano anche la sistemazione di un paio di affari sentimentali, diviene proprietario dei grandi boschi dei dintorni che di lì a poco moltiplicheranno il loro valore per l'imminente arrivo della linea ferroviaria transiberiana.
Poco prima un personaggio del villaggio si era rivolto a un altro dicendogli: «Scusate la domanda indiscreta. Avete mai saputo la differenza fra un'azione buona e una cattiva?» E lui aveva risposto: «Questa è filosofia: noi che ne sappiamo?».

Guido De Monticelli

 

ALEKSANDR NIKOLAEVIC OSTROVSKIJ (1823- 1886) è il fondatore del teatro russo moderno. Considerato lo Shakespeare della classe mercantile russa, Ostrovskij fu autore di ben quarantasette opere teatrali. Grande classico della scena russa che lo tiene costantemente in repertorio, con lui si sono misurate tutte le generazioni dei più grandi registi e attori ed è ancora oggi fonte di letture innovative. Lupi e pecore appartiene all'ultimo periodo creativo dello scrittore, dove i grandi temi della trasformazione della società sono affrontati con una forza e una capacità di prefigurare il futuro che giungono dritti fino al teatro di Anton Cechov.


(Illustrazione di Pia Valentinis)

 

Biglietti
intero € 20
ridotto € 15
giovani under 25 € 10