a cura di Paolo Magelli
con Maria Grazia Bodio, Lia Careddu, Isella Orchis
musiche di Arturo Annecchino e Alexander Balanescu
Gennaio: Gi 19 ore 21 - Ma 24 e Ma 31 ore 21
Febbraio: Sa 4 ore 18 - Me 15 ore 21
Ho scelto Anna al collo perché viviamo in una società dove il mito é "il successo" e Cechov descrive "il successo" come un vuoto assoluto,
come il centro della futilità della vita.
Anna arriverà a vincere la propria partita pagandone un prezzo amaro: diventerà la protagonista di un'esistenza futile e rimarrà prigioniera di carta colorata, asfissiata dall'imbecillità del mondo.
Leggere Anton Pavlovic di Cechov in Italia è ancora una cosa inusuale, perché purtroppo per noi questo autore è ben conosciuto soltanto ai frequentatori di teatro, ma la sua letteratura è una delle più belle testimonianze del tempo moderno.
Entrare nei suoi racconti significa avere la fortuna di avventurarsi nel continente sconosciuto dell'animo umano.
Leggere Cechov è un viaggio che non prevede ritorno, perché ti offre la possibilità di vagare nel labirinto dello spirito dove il filo rosso di Arianna siamo noi. I lettori.
Paolo Magelli
Paolo Magelli è nato a Prato. Ha studiato teatrologia e slavistica. Non ancora ventenne entra a far parte del Teatro Studio del teatro Metastasio, insieme ad un suo compagno di scuola, Leonardo Toccafondi.
È assistente di Giorgio Strehler e suo collaboratore nella stesura del testo sulla ormai famosa riforma del teatro Toscano prima, e del Teatro italiano poi. Due proposte destinate alla sepoltura: la prima nei cassetti di Palazzo Medici Riccardi e la seconda a Montecitorio.
Successivamente inizia a Belgrado, al Teatro Nazionale prima e poi all'Atelier 212, un lavoro che lo porterà a collaborare con tutti i grandi centri della ex Jugoslavia guadagnandosi numerosissimi premi (a Sarajevo, Zagabria, Ljubljana, Belgrado, Spalato, Skopje, Dubrovnik).
Collabora a partire dalla metà degli anni settanta con il Festival di Bitef, all'epoca centro dell'avanguardia europea, dove incontra artisti che ancora sono sconosciuti in occidente, come Bob Wilson, Efros, Wisotzkij, Ljubimow, Pina Bausch, Kreicha e Peter Zadek.
Si trasferisce da Vienna a Dresda, dove lavorerà stabilmente fino al 2009 allo Staatschauspiel.
Paolo Magelli ha messo in scena più di 120 spettacoli nei seguenti paesi: Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Ungheria, Palestina, Israele, Columbia, Venezuela, Messico, Croazia, Serbia, Macedonia, Montenegro, Slovenia, Romania e, sporadicamente, Italia.
Ha ricevuto premi a: Sarajevo, Novisad, Belgrado, Zagabria, Skopije, Ljubljana, Duesseldorf, Akko, Bogotà, Guanajuato, Maribor etc.
Nel giugno 2010, dopo essere stato nominato professore straordinario all'Accademia d'Arti Sceniche dell'Università degli Studi di Zagabria, diventa direttore del Teatro Metastasio Stabile della Toscana.
