Si chiama Infinito viaggiare il laboratorio tenuto da Veronica Cruciani (dal 13 al 16 aprile al Teatro Massimo) con la collaborazione drammaturgica di Mimmo Sorrentino (in due sessioni, con studio finale) che rientra nei Ritorni. Viaggi di formazione, il ciclo di laboratori curato da Guido De Monticelli per il Teatro Stabile della Sardegna.
Perché l’attore diventi testimone del proprio sapere deve passare attraverso il suo racconto, attraverso il proprio inconscio. Ciò diventa possibile attraverso le metodologie proprie del teatro partecipato. L’obiettivo è di offrire ai partecipanti gli strumenti artistici per “gettarsi nel mondo”. Per raggiungere questo obiettivo si proporrà un teatro in cui gli attori diventeranno testimoni del loro sapere. Lo conosceranno e trasformeranno questo sapere in accadimento teatrale.
Veronica Cruciani
Veronica Cruciani, regista, attrice, drammaturga, tra le più apprezzate figure del teatro di nuova generazione ha elaborato una pedagogia teatrale finalizzata alla costruzione di una drammaturgia contemporanea, che, a partire dalla conoscenza del reale, attraverso interviste, incontri, laboratori teatrali, sia capace di offrire uno sguardo “altro” rispetto al reale. In questa ricerca si è incontrata con l’esperienza teatrale di Mimmo Sorrentino, che ha trasportato con successo nel teatro metodi propri della sociologia, come l’osservazione partecipata, i cui esiti sono diventati oggetto di studio presso università e scuole di teatro. Il teatro partecipato, infatti, si ascrive decisamente in un’ottica di elaborazione di una drammaturgia contemporanea, sviluppata attraverso l’incontro, l’intervista, il coinvolgimento diretto delle persone;
Mimmo Sorrentino si occupa di teatro come drammaturgo e regista. La sua pratica teatrale si ispira ad un metodo proprio delle scienze sociali: “l’osservazione partecipata”. Questo metodo di lavoro è stato oggetto di studio presso la cattedra di storia del teatro dell’Università di Pavia e oggetto di tesi di laurea. Nella sua ricerca ha coinvolto attori, studenti, disabili, tossicodipendenti in recupero, alcolisti, anziani, extracomunitari, abitanti delle periferie del nord Italia. Persone molto lontane dalle accademie teatrali, come non teatrale è stata la sua formazione.
