Il ballo delle anime

(Su ballu 'e is animas)

di
Veronica Cruciani
scene Barbara Bessi
costumi e maschere Arianna Caredda
musiche Mario Borciani
luci Loïc François Hamelin

con Maria Grazia Bodio, Lia Careddu, Isella Orchis, Cesare Saliu
e i giovani attori che hanno partecipato al laboratorio I ritorni Michela Atzeni, Valeria Cocco, Maurizio Giordo, Felice Montervino, Mariagrazia Pompei, Federico Saba
assistente alla regia Rosalba Ziccheddu




(foto Daniela Zedda)

...sento che la pace dei morti non esiste, che i morti sono
sciolti da tutti i problemi, meno che da uno solo, quello di essere stati vivi.

Salvatore Satta

 

 

Una madre cerca sua figlia, la cerca tra i vivi e i morti, fino ad attraversare il purgatorio, l'inferno e il paradiso.
In questa ricerca il cimitero di un paese prende vita e si racconta...
Racconta della donna emigrata in Germania a lavorare in fabbrica, del bandito che uccide per vendetta, del minatore morto in miniera, del soldato che non ritornerà dalla guerra, della donna continentale trasferitasi nell'isola, dell'epilettico rinchiuso in manicomio, della ricca donna di paese diventata "prioressa", della figlia del politico corrotto "fatto a sindaco", fino ad arrivare alla giovane ragazza che fugge dall'isola per cercare il successo in continente.
Tutte queste storie individuali si intrecciano fino a diventare la storia di una comunità. Realtà e finzione, cronaca e leggenda vengono volutamente intrecciate in questo lavoro dove i personaggi, come tante marionette, si divertono a rappresentare il gioco della vita e della morte.

Questo spettacolo nasce da un ciclo di laboratori che ha visto impegnati, insieme agli attori della compagnia, un ampio gruppo di giovani attori provenienti da tutta Italia. Inoltre è debitore, per alcune suggestioni che lo hanno ispirato, a Il giorno del giudizio di Salvatore Satta e a La mastications des morts di Patrick Kermann.

Il ballo delle anime nasce da una raccolta, svolta dagli stessi attori, di storie, testimonianze, ricordi personali e familiari, di chi ha avuto esperienza di viaggi e di emigrazione dall'Isola, lunghe lontananze dalla propria terra e dalla propria casa, avventurosi ritorni, e le ha messe a confronto con altrettante esperienze consumate in altri luoghi dell'Italia.
Nel laboratorio si è messo insieme un patrimonio di informazioni in cui memoria del passato ed esperienza del presente convergono. L'obiettivo pedagogico del progetto è stato di far praticare agli attori un teatro che si contamina con la vita, nella convinzione che la vocazione del teatro sia uno strumento di lettura del proprio tempo e che, per soddisfare questa sua vocazione, sia necessario "gettarsi nel mondo". Per raggiungere questo obiettivo si è proposto un teatro in cui gli attori sono diventati testimoni del proprio sapere. Lo hanno conosciuto e l'hanno trasformato in accadimento teatrale.

Veronica Cruciani

 

 

Veronica Cruciani, diplomata alla Scuola D'arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha la sua prima affermazione nel 2003 con il monologo Le nozze di Antigone scritto per lei da Ascanio Celestini. Nel 2004 fonda una sua compagnia con la quale si occupa di sviluppare un'indagine sul rapporto fra tradizione orale, memoria e drammaturgia contemporanea. Fra gli spettacoli realizzati: Canzoni popolari, dal libro Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante, con Giorgio Colangeli e Alba Rochwacher; Ballare di lavoro (storie di migrazione), vincitore come migliore spettacolo del premio Calandra 2007 e Il ritorno di Sergio Pierattini. testo vincitore del Premio della Critica 2008 come miglior testo e spettacolo finalista al Premio Ubu come migliore novità italiana 2009. Conduce laboratori di teatro in numerose città italiane per attori professionisti e non-professionisti, anziani, adolescenti, universitari, stranieri, studenti delle scuole medie e superiori, dando vita a veri e propri spettacoli fondati su una drammaturgia che nasce dalla raccolta di storie, ricordi e favole di comunità cittadine o di quartiere.

 

 (foto Daniela Zedda)

 

(foto Daniela Zedda)