Nozze di sangue

di Federico Garcia Lorca
traduzione Marcello Fois
drammaturgia Marcello Fois e Serena Sinigaglia
regia Serena Sinigaglia
musiche originali Gavino Murgia
scene Maria Spazzi
costumi Federica Ponissi
luci Loïc François Hamelin
regista assistente Rosalba Ziccheddu
assistente alla regia Omar Nedjari
direttore di scena Pietro Paroletti

coproduzione Teatro Stabile della Sardegna e ATIR

con Maria Grazia Bodio, Marco Brinzi, Lia Careddu, Mattia Fabris, Sax Nicosia, Isella Orchis, Cesare Saliu, Sandra Zoccolan

Lo spettacolo sarà seguito da un'esibizione di Gavino Murgia

Teatro Massimo
15-16 novembre 2010 ore 21

Biglietti
Platea Intero € 20 Ridotto €15
Loggia Intero € 15 Ridotto €10

La storia passionale e appassionata, un’emozione teatrale intensa, l’incontro della lingua spagnola, italiana e sarda e di due generazioni d’attori. Federico Garcia Lorca è il massimo poeta di lingua spagnola e uno dei principali rappresentanti del teatro moderno. La sua opera e la sua vita sono intrise sia di vicende brillanti come l’incontro e le relazioni artistiche con le maggiori avanguardie degli anni venti e trenta, rappresentate da Luis Buñuel e Salvador Dalì, sia di esperienze personali accettate dolorosamente, come l’omosessualità, per la quale, oltre che la sua fede repubblicana, verrà fucilato nel 1936 dai falangisti seguaci di Francisco Franco. Nonostante ciò la sua poesia e il suo teatro hanno resistito alla dittatura diffondendosi in tutta Europa, varcando i confini del tempo sino ai giorni nostri per la sua straordinaria attualità poiché tratta dell’uomo e delle sue passioni elementari in una forte compenetrazione tra sogno e realtà.

Nozze di sangue ne è un esempio per vari motivi, tra tutti quello di proporsi come una tragedia corale, intensamente vissuta non solo dai protagonisti, ma anche dalle molte figure "minori" che, proprio come nel coro della tragedia classica, fungono da commento, o da narratori di quello che non si vede in scena né si può spiegare razionalmente, ma di cui si può soltanto cogliere la fatale necessità. Una tragedia in cui emozioni, sentimenti e passioni sono protagonisti assoluti. Gli uomini e le donne perdono la capacità di controllare il proprio cuore, che diventa motore di un dramma che è nell’aria fin dalle prime battute.

“Si trattò di avvenimenti, immagini, suoni il cui senso si formò allora,
ma che non furono percepiti né definiti per mezzo delle parole;
stanno al di là delle parole, e sono più profondi e ambigui delle parole”

Elias Canetti

Nozze di sangue è intenso, è scritto benissimo, riesce ad emozionarti, ti cattura con il suo "realismo magico" così fortemente teatrale, è una tragedia classica a tutti gli effetti, anche se è stato scritto nel secolo scorso. Ma, a mio avviso, gli manca il dettaglio fondamentale, o meglio, manca a noi italiani che lo traduciamo dallo spagnolo: la lingua. Se credi che dentro le parole ci siano azioni e pensieri e passioni, allora non puoi esimerti dall'affrontare il problema "quale lingua".
La lingua sarda è stata per me un'illuminazione. La lingua sarda è forse il solo corrispettivo alla lingua di Lorca. Riscrivere in lingua sarda Nozze di sangue, questa è forse la via. Ma è solo un'intuizione, occorre verificarla e approfondirla; percorro la Sardegna (l'Ogliastra sembra proprio il set di Nozze di sangue), leggo Marcello Fois. L'incontro con Marcello è l'ultimo tassello artistico che mi mancava: amo la scrittura di Fois, uno scrittore che, alla maniera di Camilleri, scrive in lingua ma sa farsi capire da tutti, e che plasma la sua lingua ai toni dell'epos, e del realismo magico, insomma una scrittura perfetta per Lorca e per l'operazione di traduzione che avevo in mente.
Quindi l'incontro col Teatro Stabile della Sardegna (che con Fois ha già collaborato). E anche lì una sorpresa: a gestire il Teatro di Sardegna c'è una cooperativa, un gruppo! Un gruppo non diverso dall'a.t.i.r, fatta eccezione per l'età e le naturali differenza economiche, ma pur sempre un gruppo! Così abbiamo organizzato un laboratorio per verificare sul campo l'attendibilità delle mie ipotesi e soprattutto se ci piacevamo a vicenda e se ci appassionavamo tutti alla materia. L'incontro ha funzionato e ha ribadito la forza del progetto dandomi la possibilità di definirlo ulteriormente. I ruoli "anziani" spetteranno agli attori del Teatro Stabile della Sardegna, i ruoli "giovani" agli attori dell'atir, che dovranno imparare, oltretutto, il testo ritradotto e rivisto da Marcello, immergersi nell'humus linguistico e culturale dei loro colleghi sardi.

Serena Sinigaglia