L'UNIONE SARDA 23-02-2011

Al Ridotto del Massimo di Cagliari fino al 27 febbraio

IL BALLO DELLE ANIME: I FREMITI DI CHI NON VUOLE RIPOSARE IN PACE

Cita Salvatore Satta, la locandina de "Il ballo delle anime". E vengono in mente altri poeti, tra i quali naturalmente Edgar Lee Masters, durante la visione del nuovo spettacolo proposto dal Teatro Stabile di Sardegna al Ridotto del Massimo di Cagliari fino al 27 febbraio. In scena, un drappello di defunti che non hanno trovato pace neanche nella morte. C'è la sofferenza dei distacchi improvvisi che lasciano nodi irrisolti, la rabbia degli umili, la pazzia che serve da schermo a cuori troppo sensibili. Veronica Cruciani, regista che indaga il rapporto tra tradizione orale, memoria e drammaturgia, ha chiesto agli attori di portare sul palco le loro esperienze. Il testo, in sardo e in italiano, attinge a leggenda e cronaca, e fa sì che personaggi del tutto eterogenei - il bandito e la starlette - si trovino a piangere le stesse lacrime. Lunghi bastoni, sedie impagliate, le maschere di Anna Caredda che firma anche i costumi, un candido vestito da bambina nelle scene di Barbare Bessi illuminate (come sempre bene) da Loïc François Hamelin. A dar corpo alle animule dolenti quattro attori esperti e sei giovani esordienti al debutto. Con gli occhiali da sole anni '50, Isella Orchis è la forestiera dai molti  mariti capitata in Sardegna. Borghese e di color pastello, il tailleur di Maria Grazia Bodio convive con i gambali di Cesare Saliu perché la morte forse è una livella. Tutta in nero, madre insonne che ha perso la figlia, Lia Careddu è l'immagine di un lutto senza fine. Il canto di Rossella Faa, Elena Ledda e Simonetta Soro, e il violino di Attilio Motzo aggiungono echi di altre esistenze, in una colonna sonora discreta e calzante cui forse si potrebbe dare più spazio. Ancora da affinare la recitazione di Michela Atzeni, Valeria Cocco, Maurizio Giordo, Federico Saba, Felice Montervino - allievi di laboratori tenuti in tutta Italia - e tra essi soicca per presenza scenica Mariagrazia Pompei. Più ched un requiem, è un sabba questa danza delle anime. Irrequieti, queruli, mai solidali, i protagonisti si assiepano ascoltando rivelazioni e invettive, le inutili proteste di chi ha vissuto male. Per quanto disincarnati, sono totalmente presi dalla loro vicenda terrena, e testardi nella reiterazione dei peccati. La pièce si avvale di Rosalba Ziccheddu come assistente alla regia, delle note di Mario Borciani, delle voci di Beatrice Palumbo, Eleonora Del Marco, Benedetta Borciani, Valeria Gelfi, Beniamino Borciani.
ALESSANDRA MENESINI