
L'Avaro al Massimo: «Sembra scritto oggi»
La stagione cagliaritana si arricchisce di un'altra commedia di Molière. Il Teatro Massimo ospita L'Avaro nella produzione del Teatro delle Albe di Ravenna in scena da oggi (alle 21) a domenica per il programma curato dal Teatro Stabile della Sardegna. Un allestimento curato da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, che, oltre a loro, vedrà in scena Loredana Antonelli, Alessaandro Argnani, Luigi Dadina, Laura Dondoli, Luca Fagioli, Robrerto Magnani, Michela Marangoni, Alice Protto, Massimiliano Rassu, Laura Redaelli. «La traduzione è sempre di Cesare Garboli, ma abbiamo ambientato la storia ai nostri giorni», afferma Martinelli, autore anche della regia: «La casetta di Arpagone, interpretato dalla Montanari, in cui tutti spiano tutti, e dove tutti vorrebbero eliminare tutti, richiama alla mente la casa virtuale del Grande Fratello proposta dalla tv. Sono luoghi in cui maldicenza e ipocrisia regnano sovrani. In questo senso, abbiamo pensato che il testo, senza forzature, poteva alludere al nostro vivere oggi in una società dominata dall'apparire». Una commedia che Jacques Copeau definiva l'opera più dura e cattiva di Molière: «E che ancora una volta rispecchia appieno quanto accade nel nostro Paese. Nella messinscena tutti desiderano lo scettro del potere, vorrebbero sostituire il cupo signore di quella casa, oppure sedersi a fianco del nuovo reggente. La modalità di reclutamento di Mariana da parte di Frosina, poi, è antica come il mondo. Gli spettatori escono dalla sala con la sensazione che il testo sia stao scritto oggi». Parallelamente a L'Avaro, Martinelli sta portando in giro una ltro lavoro: «Un monologo che si intitola Rumore di acque, scritto lo scorso anno dopo essere stato un anno e mezzo a Mazara del Vallo e aver appreso tante storie sul destino di chi arriva in Italia a bordo di un barcone per sfuggire alla miseria o alla dittatura».
CARLO ARGIOLAS
