
Dipendenze da non sostanza. Le nuove malattie contemporanee. Ossessione da sport e fitness, salutismo, gioco d'azzardo, deficit d'amore, straniamento da ipertecnologia, spiritualità esotica, shopping compulsivo. Ecco "Cabaret emotivo" (repliche domani alle 19 e domenica alle 17, al Ridotto del Massimo), spettacolo vincitore del Bando Giovani del Teatro Stabile della Sardegna, prodotto dalla stessa compagnia, regia di Laura Pazzola, cagliaritana, sua anche l'idea e la drammaturgia. La giovane autrice, dopo un'esperienza a Parma con il teatro d'animazione, si è diplomata a Parigi alla scuola Lecoq, Teatro collettivo, tecniche d'improvvisazione, compagni della stessa avventura, un attore irlandese (Robert Kelly), due attrici francesi (Virginie Maillard, Hélène Morzuch), una emiliana (Elisabetta Spaggiari). Tutti gli altri del gruppo, compresi i musicisti, live in scena. Un "life coach" e quattro assistenti. Conferenza sul tema, le dipendenze non chimiche, appunto. Situazione tipo, stress, stress, stress, scena di isteria quotidiana. Si interagisce con il pubblico, la quarta parete abbattuta. Tutto, low cost, essenziale ma funzionale, a vista. Cabaret, emotivo, sì, musica e canzoni. "Multipiano", buone combinazioni. Fra, Pantomima e un pizzico di jonglerie, si recita, si gioca (to play, spiele, jouer), la giovane compagnia ha idee, mette freschezza, fantasia e ritmo. Teatro anche fisico, si corre in scena, corre lo spettacolo, talvolta troppo, un po' ansiogeno. Ma è un work in progress, si vede, va rodato, è normale, alcuni meccanismi oliati. Generosi, entusiasti, si, ma le tavole del palcoscenico hanno bisogno si essere mangiate, non solo accarezzate. È il teatro, bellezza. Lo sforzo, drammaturgico, scenico, però va premiato. Non è poco.
