
Storie a mare! Verso l'America apre la stagione di prosa del Massimo di Cagliari con un viaggio più in musica che in prosa. La nuova produzione del Teatro Stabile della Sardegna in collaborazione con il Teatro Lirico, in replica stasera alle 21 e domani alle 19 (quindi il 13, il 15 e il 16 ottobre), nasce da una drammaturgia di Anna Zapparoli e Guido De Monticelli, che ne cura la regia. E si avvale delle musiche di Mario Borciani e del coro femminile del Lirico diretto da Fulvio Fogliazza. Uno scafista nero come il mare carica sulla sua zattera un gruppo misto di emigranti e le loro valigie di cartone. Provenienti da Lombardia, Sardegna, Campania e Veneto, i viaggiatori affrontano una traversata clandestina verso l'America che si concluderà in un'illusione. Perché, come da ispirazione letteraria di Sciascia (Il lungo viaggio), saranno beffati e scaricati sulla terra da cui sono salpati. Durante la navigazione, il mare porterà in superficie storie, canti e personaggi, attingendo a varie fonti letterarie e musicali, avanti e indietro nel tempo. Appare Raffaele Viviani, con le canzoni della migrazione. Dalle pagine pirandelliane spunta il maestro di musica Icilio Saporini. Addirittura Manon Lescaut e Renato Des Grieux nei loro abiti settecenteschi, protagonisti dell'opera di Puccini. Narrazioni e canzoni, a cavallo tra il Vecchio e il Nuovo Continente, per approdare alle sonorità newyorkesi del jazz di Harlem, o al varietà italo-americano a Mulberry street, o alla musica klezmer. Il desiderio di lavoro, poi nelle parole e soprattutto melodie per i sogni evocati da attori cantanti e attori musicanti, accompagnati dalle voci del coro femminile del Teatro Lirico attraverso il viaggio onirico iniziato e finito tra il pubblico. In scena Michela Atzeni, Benedetta Borciani, Daniele Gaggianesi, Corrado Giannetti, Paolo Meloni, Daniele Pettinau, Silvia Piovan, Elisa Pistis, Mariagrazia Sughi e Luigi Tontoranelli. Completano il cast Michele Tuveri e, special guest, il direttore di scena Basilio Scalas. Riescono l'impianto scenico e l'esecuzione musicale, ma lo spettacolo soffre di una pesantezza che bisogna confessare. Si annida su se stesso, canzone dopo canzone, e non emoziona la vicenda di questa umanità sognante. Con tanti professionisti e la loro esperienza si spreca così un'opportunità.
Manuela Vacca
