L'UNIONE SARDA 3-09-2011

 

 

«In questi giorni stiamo lavorando sulle improvvisazioni che, quando funzionano si inseriscono già nello spettacolo». C'è la freschezza dell'età e l'abitudine al lavoro di gruppo che deriva dalla formazione alla Scuola Internazionale di Teatro Jacques Lecoq di Parigi. E l'entusiasmo e l'impegno tipici della passione del mestiere. Talvolta c'è da ben sperare per i giovani teatranti in un'Italia dove si dice che non mangia con la cultura: il Teatro Stabile della Sardegna crede in loro e li produce spendendo, per questaproduzione, circa 40 mila euro. Sorride l'attrice e regista Laura Pazzola, alla guida di un gruppo di dieci ragazzi (trent'anni l'età media), mentre svela qualcosa delle prove in corso nelle sale del Massimo di Cagliari. Preparano "Cabaret emotivo", titolo promettente per parlare sul palco di "nuove dipendenze". La loro idea, sbaragliando una quarantina di concorrenti, ha convinto i giurati del concorso Progetto Giovani, bandito proprio dal Teatro Stabile della Sardegna che inserirà il lavoro nella Stagione di prosa 2011-2012 al teatro Massimo.

«Il senso del progetto era finanziare non solo una parte ma uno spettacolo intero: una produzione vera che si misurasse con un pubblico vero. E promuovere giovani registi in una terra che soffre della loro assenza, accanto ai limiti regionali della formazione degli attori, così frammentaria, episodica e non sistematizzata», racconta l'organizzatrice teatrale Mimma Gallina, in giuria assieme a Paolo Magelli, Lia Careddu, Valeria Ciabattoni e Guido De Monticelli.
Si va in scena dal 29 novembre all'11 dicembre al Minimax, per la regia della stessa Pazzola, con musiche originali (firmate da Michele Sarti e Matteo Sanna). Per i testi arriva la collaborazione dello scrittore e giornalista torinese Luca Rastello, l'autore di "Piove all'insù". «Rastello non è stato chiamato per scriverli per intero. Infatti arriverà in una fase di lavorazione già avanzata per metterli a posto», precisa la regista. Quindi spiega la nascita del gruppo formato da sardi, francesi, un irlandese e un'emiliana. «Sono alcuni degli ex colleghi della Lecoq con cui abbiamo formato un collettivo teatrale in Francia: Robert Kelly, Virginie Maillard, Hélène Morzouch ed Elisabetta Spaggiari. Sono poi coinvolti una costumista sarda, Monica Serra, e i musicisti Andrea Cocco, Maurizio Congiu, Michele Sarti e Matteo Sanna».
Il tema scelto? L'uomo e le sue dipendenze ma non solo da droga e alcol. Piuttosto da cellulare, da shopping compulsivo, da altrui giudizio, dai nuovi giochi d'azzardo. «La dipendenza anche da paura, da vita sana, da spiritualità esotica, da sport estremi, da ruolo sociale, da amore, da lavoro e persino da indignazione».
Un cabaret sfavillante, un gioco a premi delle emozioni e la caccia alle cure. «Scegliendo il cabaret possiamo affrontare alcune di queste dipendenze in modo immediato, basta appena un suggerimento». E allora si prova nel teatro di via De Magistris e si definiscono le linee drammaturgiche. La presentazione del progetto è avvenuta a mezzo di una bella pubblicazione di grande formato rilegata e a colori. Trentacinque pagine in cui questi giovani si sono presentati, descrivendo intenzioni, ipotesi di scenografie, previsione dei costi e piano prove. Preludio della favola che si avvera dopo essere stata letta dai grandi.
Manuela Vacca