Storie a mare!

Verso l'America

 

Viaggio in musica e in prosa
con emigranti, poeti e narratori

in collaborazione con Teatro Lirico di Cagliari - Fondazione

drammaturgia Anna Zapparoli e Guido De Monticelli
regia Guido De Monticelli
musiche Mario Borciani
impianto scenico Pietro Rais
luci Loïc François Hamelin
con Michela Atzeni, Benedetta Borciani, Daniele Gaggianesi, Corrado Giannetti, Paolo Meloni, Daniele Pettinau, Silvia Piovan, Elisa Pistis, Mariagrazia Sughi, Luigi Tontoranelli

durata: 1h 40'

FESTIVAL TEATRO A CORTE 011 
Cavallerizza Reale - Torino
21 luglio ore 19 
22 luglio ore 21.30 (alle 19.30 la conferenza I sardi del Piemonte. Pagine e Voci, incontro a cura di Serena Schiffini; alle 20.30 degustazione di prodotti sardi)

 

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(foto Daniela Zedda)

Il Teatro Stabile della Sardegna con patrocinio della Regione rappresenta l'Isola
al festival Teatro a Corte 011 di Torino
il 21 e 22 luglio 2011


Cinquanta appuntamenti in venti giorni di festa internazionale durante i quali sono coinvolti dieci Paesi europei: Teatro a Corte 011, in questi giorni e fino al 25 luglio, accende i riflettori su Torino e le sue 6 splendide dimore sabaude. Giovedì 21 e venerdì 22 a rappresentare l'Isola sarà il Teatro Stabile della Sardegna che porterà sul palco della Cavallerizza Reale di Torino "Storie a mare! Verso l'America", grazie al patrocinio della Regione Sardegna.

La partecipazione si avvale anche del contributo dell'associazione Sant'Efisio di Torino (presieduto da Angelo Loddo) e del sostegno dell'Avis. Lo spettacolo diretto da Guido De Monticelli vede in scena gli attori dello Stabile Corrado Giannetti, Paolo Meloni, Mariagrazia Sughi, Luigi Tontoranelli affiancati da sei giovani artisti che la scorsa stagione hanno preso parte al ciclo di laboratori "I ritorni": i sardi Michela Atzeni, Elisa Pistis, Daniele Pettinau, Silvia Piovan (Veneto), Daniele Gaggianesi e Benedetta Borciani (Lombardia). Ma non è tutto.
Oltre alla rappresentazione dello spettacolo, la giornata di venerdì 22 prevede un programma ampiamente dedicato alla Sardegna, con l'incontro dal titolo "I sardi del Piemonte. Pagine e voci", moderato dalla giornalista di RadioRai Serena Schiffini, al quale prenderà parte Enzo Cugusi, presidente dell'Associazione dei sardi in Torino "Kinthales" (alle 19,30) e a seguire una degustazione di prodotti tipici sardi.

«Un'edizione del festival particolarmente importante - spiega il direttore di Teatro a Corte Beppe Navello - perché cade nelle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia e uno dei motivi che ci hanno indotto a scegliere Storie a mare! Verso l'America è proprio perché si inscrive con particolare coerenza nelle tematiche sull'identità del paese. Il fatto che si tratti di una produzione del Teatro Stabile della Sardegna aggiunge una ragione ulteriore, prima di tutto alla mia sensibilità di antico direttore di questo teatro e poi alla memoria storica di tutti gli italiani, e dei piemontesi in testa, per quel che ha rappresentato lo Stato di Sardegna nel sogno e nel processo unitario della nazione».
Ecco perché il Teatro Stabile della Sardegna giovedì alle ore 19 e il giorno dopo alle 21,30 proporrà "Storie a mare! Verso l'America", lo spettacolo nato con la collaborazione del Teatro Lirico di Cagliari-Fondazione e proposto a Torino in una nuova edizione. Prendendo spunto da una novella di Leonardo Sciascia (Il lungo viaggio), lo spettacolo scritto da Anna Zapparoli e Guido De Monticelli (musiche di Mario Borciani), racconta la storia di un gruppo di emigranti che si ritrova su una riva disabitata dove una piccola imbarcazione malconcia li aspetta per varcare clandestinamente l'oceano alla volta dell'America.

Inaugurato il 7 luglio, il festival offre al pubblico l'occasione di vivere le emozioni di spettacoli internazionali, a partire da un articolato progetto di scambio e co-produzione con la Russia, la prima nazionale della nuova creazione di Victoria Thierrée Chaplin, una rassegna di giovani italiani, giovani talenti della scena europea, artisti importanti: Giulia Lazzarini, Aurélia Thierrée, Berlin, Lucilla Giagnoni, Balletboyz, Lucia Poli, Catherine Marnas, la nuova performance del Théâtre du Centaure e il percorso acrobatico di Kitsou Dubois sono solo alcuni esempi.

 

LO SPETTACOLO
Un gruppo di emigranti proveniente da varie regioni d'Italia (Lombardia, Sardegna, Campania, Veneto) si ritrova su una riva disabitata dove una piccola imbarcazione malconcia li aspetta per varcare clandestinamente l'oceano alla volta dell'America. Il loro viaggio finirà, dopo dodici giorni di navigazione, su un'altra riva notturna, dove i poveri "clandestini" beffati scopriranno di essere stati scaricati, con le loro povere masserizie, sulla stessa terra da cui erano partiti.
A partire da questo spunto, offerto da una folgorante novella di Leonardo Sciascia (Il lungo viaggio), si snoderà lo spettacolo. Nel corso del viaggio saranno pescati dal mare - un oceano illusorio, che si rivelerà presto un'inesauribile fonte di suoni e racconti - tutta una serie di personaggi e di storie e di canti, con cui i nostri viaggiatori si intratterranno durante la loro navigazione.
Saranno storie di ieri e di oggi, mescolate in un mitico intreccio di tempi e di luoghi, che il mare riporterà a galla, giocando con le più svariate fonti letterarie e musicali: tutte incentrate sul viaggio tra il vecchio e il nuovo continente.
Ed ecco, da una novella pirandelliana (Musica vecchia), rispuntare il personaggio di Icilio Saporini, maestro di musica, grande amante del melodramma italiano, "spatriato" in America per aver composto un inno patriottico nei giorni fugaci della Repubblica romana durante i moti del '48, e lì rimasto per sessant'anni a insegnar le canzonette della sua bella Italia. Ed ecco Raffaele Viviani con le sue struggenti canzoni di emigranti. E, direttamente dal secolo dei lumi, eternamente intrecciati nella loro storia di amore infelice, Manon Lescaut e Des Grieux colti nella loro traversata oceanica verso l'America dove Manon è deportata. E sarà ancora musica italiana, quella che, con Puccini, varcò più volte l'oceano. E man mano che la zattera dei nostri migranti si avvicinerà idealmente al Nuovo Mondo, i suoni si romperanno in ritmi sempre più sincopati, i nuovi ritmi del jazz nei locali di Harlem, accompagnati dai crudi racconti sul lavoro dello scrittore italo-americano Emanuel Carnevali. Per finire sulle piccole ribalte di Mulberry street dove impazza il varietà italo-americano col suo idolo Farfariello, o nei localetti del ghetto ebraico dove si fa strada la musica klezmer.
Un piccolo vascello malconcio, col suo carico di trasognati emigranti, come spazio scenico; e un mare ribollente di suoni, ad accompagnare con le sue ondate di ritmi e melodie, una precaria e illusoria navigazione verso i sogni, i racconti, le aspirazioni del Nuovo Mondo.

Guido De Monticelli