Il Principe di Homburg

di Heinrich von Kleist
traduzione e regia di Cesare Lievi
drammaturgia Peter Iden

scene Josef Frommwieser
costumi Marina Luxardo
disegno luci Gigi Saccomandi

personaggi e interpreti

Principe elettore del Brandeburgo Stefano Santospago
Principessa elettrice Ludovica Modugno
Natalia, nipote del principe elettore Maria Alberta Navello
Feldmaresciallo Dörfling Emanuele Carucci Viterbi
Principe di Homburg, generale di cavalleria Lorenzo Gleijeses
Colonnello Kottwitz Graziano Piazza
Colonnello di fanteria Hennings Fabiano Fantini
Colonnello di fanteria conte Truchss Sergio Mascherpa
Conte Hohenzollern Andrea Collavino
Capitano di cavalleria von Der Golz Paolo Fagiolo
Capitano di cavalleria conte Reuss Fabiano Fantini

Teatro Nuovo Giovanni da Udine
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

Teatro Massimo
13-15 aprile 2012 
13 e 14 ore 21
15 ore 19

Che cosa è
preferibile:
essere stati felici
per breve tempo
o non esserlo
stati mai?
Heinrich von Kleist

 

Mettere in scena oggi Il Principe di Homburg di Kleist non è solo ricordare il duecentesimo anno della sua morte, ma significa fare il punto sulla tenuta culturale e umana della poesia di uno tra i più sconvolgenti e contradditori poeti drammatici del passato. Al di là del prussianesimo di cui è imbevuto, c'è nel suo teatro qualcosa che parla con urgenza allo spettatore d'oggi? E se c'è, in che cosa consiste, e come si articola? La messa in scena di Cesare Lievi vuole rispondere a queste domande e per farlo punta non tanto sul dramma di chi si trova dilaniato tra sentimento e legge, libertà e obbedienza, inconscio e norma, ma sulla proposta kleistiana (tutta moderna) di una possibile soluzione: da ogni conflitto si esce grazie a un sogno. Non importa se è destinato a cedere e crollare sotto il principio di realtà. Questa non è assoluta: in essa si può annidare un altro sogno in grado di metterla in discussione, e così via all'infinito. Senza sogno, senza la sua forza, non c'è vita. In uno spazio neoclassico, sospeso e irreale, dieci attori sempre in scena daranno vita, con la fluidità, la precisione e la vaghezza tipica dei sogni, a una vicenda fortemente drammatica e incalzante, in cui l'immaginazione (e l'inconscio che la determina) si presenta come forza fondamentale per decidere la vita, il suo senso e il suo destino. Protagonista del dramma è Friedrich, principe di Homburg, giovane ufficiale della cavalleria brandeburghese. Trasgredendo a un ordine impartitogli, lancia la sua cavalleria in battaglia anzitempo: nonostante la vittoria così conseguita, egli viene condannato a morte per indisciplina. Di fronte alla sentenza capitale, Friedrich lotta per la sua sopravvivenza, ma nell'attimo in cui gli viene offerta una grazia che sente come disonorevole, accetta consapevolmente la condanna, seguendo il dettato della coscienza.

 



(Nella foto di Eugenio Novajra tutto il cast del Principe di Homburg)

Heinrich von Kleist, nato a Francoforte sull'Oder nel 1777, ebbe una vita inquieta e errabonda negli anni in cui la Prussia crollava sotto le armate napoleoniche. Tra i drammi, che ne fanno il drammaturgo più importante nel movimento romantico tedesco, Penthesilea (1808), Käthchen von Heilbronn (1810) e Il principe di Homburg, del 1810, ambientato nel mondo militare prussiano. L'intera vita di Kleist fu caratterizzata dalla costante ricerca di una felicità ideale e illusoria, di cui vi è traccia costante nei suoi lavori. Morì suicida nel 1811, insieme all'amica Henriette Vogel.

 

Biglietti
platea € 20 intero - € 15 ridotto
loggia € 15 intero - € 10 ridotto