Cabaret emotivo

regia Laura Pazzola
drammaturgia di Laura Pazzola e Luca Rastello
costumi Roberta Serra
musiche orginali
con Andrea Cocco, Maurizio Congiu, Robert Kelly, Virginie Maillard, Hélène Morzuch,
Laura Pazzola, Matteo Sanna, Michele Sarti,Elisabetta Spaggiari


Teatro Stabile della Sardegna - Progetto Giovani

Minimax
29 novembre - 11 dicembre

Novembre
29 ore 21
30 ore 11 (scuole)

Dicembre
1-8-11 ore 17
2-3-7 ore 21
4-10 ore 19
5-6 ore 11 (scuole)


(particolare del Giardino delle delizie di H. Bosch)

Ahhh la solitudine,
che bestia!
Che fare?
Crescere nutrendo
lo spirito e l'intelletto
e... affrontare
lo specchio!

 

Anticamente si credeva nella corrispondenza magica tra una cosa e la sua copia. Affrontare lo specchio, dunque, purificarsi e conoscersi ragionevolmente.

... Come se l'immagine esteriore potesse parlarci delle ombre ... che illusione!
Tragicomicamente dipendenti da una qualche piccola follia, piuttosto orniamo questo specchio e danziamo temerari con cognizione vergognosa e disfrenata impudenza.
La follia è anche un controllo su quel diffuso falso candore che rende impossibile il rapporto di società, no? E come già disse il Prof. H. Bainton: un po' di impostura lubrifica la vita.


Cabaret emotivo, parla dell'uomo non più eroe dei nostri tempi, l'anti Icaro, e delle sue dipendenze, definite "nuove malattie contemporanee".
La dipendenza non chimica è uno dei massimi rappresentanti della psicopatologia post- moderna e post-post-moderna che ha come suo oggetto l'homo sapiens, sapiens sapiens, e post-sapiens sapiens. Attraverso la creazione di luoghi mentali, convinzioni e abitudini personali dalle quali dipendiamo, come riti o comportamenti ipnotico-radicali, combattiamo ogni giorno contro l'onnipotenza e l'impossibilità di orchestrare l'universo tutto. Ma attenzione! Sono dipendenze anche quelle che - manifestandosi diversamente, caso per caso - spesso non si ha coscienza d'avere, perché non le si vuole classificare come tali. Si è dipendenti dal buon giudizio altrui e dal proprio ruolo sociale, dall'ostinazione di una vita sana, dall'amore e dallo sgomento nelle relazioni di coppia, dal successo e dalla ricerca del sentimento di completezza, sino a sconfinare nella dipendenza dalla paura e dal sacrificio. Ahimè!
Tutti noi dipendiamo da qualcosa, assetati di vacue consolazioni erriamo nelle nostre stesse menzogne e, anche se in maniera non necessariamente patologica, confermiamo quotidianamente con le nostre azioni la tesi dell'innata necessità dell'uomo di dipendere da qualcos'altro da sé, da qualcosa che lo "curi".
Ma il giorno in cui smetteremo di inventarci questi illusori placebo per debellare la solitudine potremmo definirci ancora vivi? E poi... se rifuggissimo dalla vulnerabilità emotiva smetteremmo davvero di metterci in ridicolo?
L'illusione è il balsamo della vita.


Laura Pazzola

 

Cabaret emotivo nasce da un'idea di Laura Pazzola e grazie al sostegno del Teatro Stabile della Sardegna.
Al suo fianco, attori, musicisti, costumisti e tecnici, desiderosi di creare, sotto uno spirito di ricerca che li accomuna, uno spettacolo inedito e originale. Il gruppo è il risultato di un'esperienza di autentica condivisione: per maggioranza composto da artisti sardi professionisti, comprende anche attori provenienti dalla Francia e dall'Irlanda, insieme ai quali Laura Pazzola ha conseguito la specializzazione presso la Scuola Internazionale di Teatro Jacques Lecoq di Parigi.
Lo spettacolo si avvale inoltre della collaborazione dello scrittore Luca Rastello, ingaggiato nell'insolita mansione di "Poeta di compagnia", con l'incarico di accompagnare l'elaborazione dell'allestimento intervenendo sul testo e sulla costruzione della scena in corso d'opera.

 


Luca Rastello Giornalista a Repubblica, è stato redattore e poi direttore della rivista L'Indice dei Libri del Mese. Nel 1993 ha fondato il Comitato accoglienza profughi ex Jugoslavia di Torino. Dal 1993 al 1997 ha lavorato con il Gruppo Abele e l'Italian Consortium of Solidarity in ex-Jugoslavia. Ha diretto la rivista Narcomafie e L'Indice, e ha lavorato come inviato per il settimanale Diario. È stato dalla fondazione al 2010 direttore del portale Osservatoriobalcaniecaucaso.org. Ha lavorato nei Balcani, nel Caucaso, in Asia centrale, Africa e Sudamerica. Ha pubblicato, tra l'altro, Io sono il mercato (Chiarelettere 2009), La frontiera addosso. Così si deportano i diritti umani (Laterza 2010), Dizionario per un lavoro da matti (L'ancora del Mediterraneo 2009), Piove all'insù (Bollati Boringhieri 2006), Undici buone ragioni per una pausa (Bollati Boringhieri 2009), La guerra in casa (Einaudi 1998).